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IL MITO DI HIRAM E LA “GERUSALEMME CELESTE


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   Non entro in merito alla leggenda di Hiram in quanto è già nota ed arcinota, né alla descrizione biblica del Tempio di Salomone e dei suoi arredi perché nulla hanno a che fare con quanto intendo esporre, né a ciò che Hiram rappresenta per l’Iniziato, cioè lo spirito Iniziatico stesso, ma desidero esporre l’argomento in termini cabalistici rapportando il tutto a quella individualità spirituale-psico-fisica che è l’uomo incarnato. Parto da questa premessa tratta dalla lettera III° di San Paolo ai Corinti: “Siete il tempio di Dio e lo Spirito Santo abita in voi”

L’uomo nasce Hiram, nasce costruttore di sè stesso, costruttore della propria personalità.
Chi è Hiram e dove risiede ? – Hiram è la coscienza, quel punto di energia senziente ancorato fra Chokmah e Binah al centro della linea che unisce l’orecchio destro a quello sinistro, cioè in quella zona eterica del cervello che è chiamata “ghiandola pineale”. E’ Daat: è ciò che permette al divino di avere consapevolezza della forma in cui si manifesta e, a questa, di rispondere a tutte le reazioni senzienti dell’ambiente. Perché Daat è la coscienza? Perché la coscienza risulta dall’interazione fra Padre e Madre, fra Spirito e Materia, fra il Positivo ed il Negativo. E’ ciò che impone alla vita di “rivestirsi di pelle” onde realizzare il proprio stato di coscienza e riconoscersi esistente. Ma torniamo a Hiram ed al suo specifico ruolo di costruttore. Il quaternario inferiore, MALKUTH – YESOD – HOD -NETZACH costituiscono il mondo della forma, il mondo in cui “le luci si muovono entro il quadrato”. La Grande Onda di Vita discendente da TIPHARETH, come sappiamo, in NETZACH si fraziona in innumerevoli rivoli energetici, gli HELOIM, gli Dei, diretti nella loro azione nel quaternario inferiore dalla divinità che si manifesta come JEHOVAH-TZABAOTH, il Signore degli Eserciti. La discesa dell’Onda vitale prosegue fino alla cristallizzazione energetica in MALKUTH ed i nomi di Dio delle singole Sephiroth testimoniano gli attributi e le virtù divine che rispettivamente vi agiscono qualificandole. L’uomo, fin dalla sua prima apparizione su questo pianeta, cioè fin dalla sua prima incarnazione fisica, comincia a costruire il proprio “Tempio di Salomone”, la propria personalità. Come e perché ? L’Hiram che è in lui, la coscienza, per impulso divino insito nella propria natura, inizia il percorso di risalita verso le origini. Comincia ad organizzare la vita fisica prendendo coscienza di tutta la sfera istintuale connettendola con l’energia vitale proveniente da Yesod. Unisce in tal modo la vitalità al fisico. Per molte incarnazioni procede in tal senso gettando le basi su cui erigere saldamente il tempio. Sale in Yesod e penetra in quella sostanza che è il fondamento di tutte le cose sul piano oggettivo. Penetra nelle Acque Inferiori, simbolo di quelle Superiori rappresentate da Binah. Connette la sfera fisica-vitale istintuale con la sfera emotiva lunare, rappresentata da Yesod. Anche qui, per molte incarnazioni, consolida la costruzione. Perviene poi, sempre sotto la spinta evolutiva nella sfera di Hod , costituita di sostanza mercuriale, trascinando con sé le due sfere precedenti, la fisica (vitale) e l’emotiva (lunare) saldamente inserite nella propria sostanza . A questo punto l’uomo è mentale, perché pensa, sente e agisce contemporaneamente, mentre prima sentiva, poi pensava ed infine agiva. Apro una piccola parentesi per chiarire succintamente cosa si intende per personalità. Per personalità si intende un essere umano completamente integrato nei suoi veicoli costitutivi. Un uomo la cui natura fisica, emotiva e mentale, possono essere fuse insieme e di conseguenza formare una sola natura agente sull’ambiente e nell’ambiente in cui è inserito. Ciò può verificarsi con o senza definito contatto con l’espressione Tipharica, ed è in questa fase che origina la predisposizione a percorrere il sentiero della mano sinistra o quello della mano destra, in quanto, non ancora evocata la coscienza Tipharica dalla coscienza della triade inferiore non ancora responsiva al ritmo armonico di Tiphareth. Se il cuore dell’uomo vibra di desiderio verso la divinità, emerge “l’Uomo di desiderio” la cui personalità, ricca di esperienza, si orienta verso l’alto, verso l’origine della sua manifestazione corporea, Tiphareth, diventa in tal modo, il “Figliuol prodigo” e ritorna alla Casa del Padre. Se invece il “desiderio” è volto verso l’identificazione con la materia diventa un adepto della Grande Loggia Nera. Ritornando al nostro discorso possiamo affermare che l’anima psichica umana a questo punto è costruita. Hiram ha finalmente coscienza di sé e vede in alto un mondo divino che deve assolutamente raggiungere. Ora , la personalità, che altro non è che il tempio stabilmente costruito, da lui diretta, è integrata in un tutto e le sfere o i veicoli che la compongono, fisico, emotivo, mentale, funzionano armonicamente. In tale situazione, Hiram dirige, con la volontà focalizzata, l’io empirico per molte incarnazioni onde consolidare la nuova costruzione in vista dell’opera finale. In queste incarnazioni sente prepotente l’impulso vitale che tenta di esprimersi, di esteriorizzarsi come Amore-Vita verso sé stesso e verso gli altri, e precisamente in Hod lo avverte come pensiero mercuriale in vibrazione alchemica, mentre in Yesod lo avverte come elemento animatore ed infine in Malkuth, come manifestazione oggettiva sul piano fisico denso. A questo punto Hiram comprende che per compiere il balzo finale deve impadronirsi della Vita-Generante, ormai attiva nel suo intimo quale impulso spirituale; deve penetrare in un nuovo stato di coscienza, quello da cui proviene l’Amore-Vita; deve penetrare in NETZACH. Comincia allora la presa di possesso di questa nuova sfera psichica. Tutta la personalità, integrata, armonizzata, viene immessa nella causa seconda della manifestazione, la prima essendo Binah. Qui trova l’origine degli istinti, delle emozioni, dei pensieri che ha integrato nel corso delle età e domato attraverso la volontà determinata. Qui scorre la grande Corrente Femminea i cui mille rivoli formano il quaternario inferiore. Ancora una volta si accinge ad unificare il tutto, e direzionare la Grande Corrente ritmandola prima e frenandola poi. Oltre a ciò, Hiram, deve dare un punto di arrivo in cui questa corrente possa trovare riposo stabile e fisso. Allora Hiram scende nel centro dell’essere umano, il cuore, e quivi ancora sé stesso e la Corrente arrestandone il moto travolgente. Il Cuore, TIPHARETH, è sicuro approdo di ogni forza itinerante. In Esso la coscienza umana, cioè Hiram, cambia sembianza e pur conservando la stessa natura, assume essenza angelica. Hiram scompare, il suo compito sul piano fisico è terminato. Il Tempio di Salomone è costruito. Ora tocca all’Angelo immergere l’uomo, possiamo dire la Vita che lo anima, nella Gerusalemme Celeste L’uomo è ormai un iniziato. Ha acquisito la coscienza Tipharica ed ora si appresta a conseguire la maestria nel nuovo tempio in attesa del conseguimento finale, la totale reintegrazione nelle primitive Proprietà, Virtù e Potenze. Nella Gerusalemme Celeste, il cui fondamento cabalistico è Tiphareth, solo gli iniziati, solo le coscienze divenute angeliche vi possono accedere e risiedere, perché, come dice il cap: XXII versetto 27 dell’Apocalisse “Niente di immondo vi entrerà, o chi è colpevole di cose abominevoli o di menzogna ma solo quelli iscritti nel Libro della Vita dell’Agnello” E’ utile notare che tutto il percorso esistenziale attraverso le innumerevoli incarnazioni, Hiram è regolarmente ucciso, cioè offuscato, quale coscienza operante l’unione dei veicoli allettati dalle esigenze della personalità e della materia, avversa, questa, ad ogni unione ed a ogni controllo, e regolarmente risuscitato da quell’impulso divino verso l’integrazione espresso dalla volontà diretta e focalizzata fino all’apoteosi finale del suo rientro in Tiphareth, nel cuore umano, la sfera spirituale dell’Amore in cui trova sé stesso e la sua origine e diventa quell’Angelo che penetrerà nella Gerusalemme Celeste rappresentata, nella costituzione occulta dell’Albero della Vita, dalla Triade spirituale di TIPHARETH – GEBURAH -CHESED – e da quella divina di KETHER – CHOKMAH – BINAH.

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